Solo dalla tua parte!

Subito dopo la laurea ho iniziato ad avvicinarmi al mondo della promozione finanziaria per pura curiosità più che per personale aspirazione. Dopo un periodo svolto come produttore assicurativo per una delle più importanti reti bancarie italiane, nel luglio 2001 ho sostenuto e superato l'esame tenuto dalla Consob per l'iscrizione all'Albo Unico Nazionale dei Promotori Finanziari.

L'aspetto più coinvolgente che ho individuato nella professione, probabilmente a causa della giovane età e dell’inesperienza, era quello di poter proporre ai clienti potenziali una consulenza vera, basata esclusivamente sui loro bisogni. Ben presto mi sono reso conto che per la banca questo non era l'obbiettivo principale. L'obbiettivo delle banche è solo il profitto, subito e ad ogni costo, con una visione di brevissimo termine che non si pone il problema di fidelizzare il cliente. Almeno questa è stata la mia esperienza. Una volta constatata la realtà, ho cercato di migliorare il mio servizio passando ad una nuova società con la caratteristica del multimarca (in questo caso la più importante in Italia). Inizialmente la situazione era sensibilmente migliorata ma con il tempo, anche le aziende multimarca, hanno cominciato a porre maggiore attenzione ai prodotti di casa e a quelli più speculativi spostando su di questi i maggiori guadagni per i loro promotori finanziari. L'introduzione della legge MIFID nel 2007 che ha introdotto la Consulenza Finanziaria come servizio di investimento anche in Italia oltre ad un incremento spaventoso di incombenze burocratiche per i promotori finanziari ha contribuito a far maturare in me l'idea della Consulenza Finanziaria Indipendente. La spinta decisiva è stata quando ho capito che anche le banche tradizionali avevano intenzione di cavalcare la "Consulenza". Ho cominciato a chiedermi come era possibile far pagare una parcella sulla consulenza quando gli strumenti proposti erano quelli prodotti dalla banca stessa o da altre società che riconoscevano alla banca una percentuale sui guadagni. Quando ho letto il primo contratto di consulenza partorito dalla mia banca ho letto queste parole: “il Cliente è a conoscenza che la consulenza erogata sarà in Conflitto di Interessi.

 

La Società potrebbe essere indotta a collocare uno strumento finanziario in funzione della riduzione del rischio finanziario per la Banca, ovvero per ricevere le commissioni o le retrocessioni previste per l'attività di collocamento, privilegiando così la relazione con la Società Cliente/Prodotto piuttosto che agire in base al rendimento atteso per l'investitore."


Sulla base di questo ho maturato la convinzione che la Vera Consulenza è possibile solo se si lavora per il Cliente, si è pagati dal cliente e a patto che si abbandoni qualsiasi tipo di rapporto con gli intermediari finanziari. Il 26 novembre 2009 ho lasciato la banca per cui lavoravo, mi sono iscritto all'associazione Nazionale Dei Consulenti Finanziari Indipendenti (NAFOP) e avendo i requisiti stabiliti dalla legge ho iniziato questa nuova attività. Ringrazio le società per cui ho lavorato in questi dieci anni per tutto quello che mi hanno insegnato sia di positivo che negativo e soprattutto tutti i miei ex colleghi da cui ho avuto di certo il contributo maggiore per quanto riguarda tutto ciò che oggi so del mondo bancario.